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I tuoi mostri

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[Image from WEB]

E’ notte. Il buio assottiglia il confine con l’abisso. Mostri ne sorgono che divorano il tuo respiro. Si infilano nei tuoi occhi che non riesci a chiudere e ti divorano l’anima. I pensieri malevoli, che di giorno riesci a tenere a bada sotto falsi discorsi e movenze allegre, si fanno sostanza e strozzano nella tua gola un grido di terrore puro. Come una belva in gabbia che si sbatte contro le sbarre, così tu – io me meschino – cerchi una fuga lacerandoti la carne.
E già sai che non potrai più dormire.

Incantesimo

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[Image from reyed33.deviantart]

Ho cantato l’incantesimo per cui nell’oscurità più profonda so definire i contorni di ciò che è per ciò che è e non per ciò che sembra. Contorni a volte precisi e a volte sfrangiati, dolci, fatti di dolore e rabbia, fatti d’amore.
Posso far finta di non vedere, ma il mostro è lì in agguato, dietro l’angolo della notte. A volte solo il silenzio può tenerlo a bada.

Ali

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[Immagine dal web]

Già … la notte! Ti rendi conto che poi alla fine del giorno tutto torna come la sera prima e la sera prima ancora. Nothing ever changes. Così è. Manca sempre quel piccolo nulla per sentirti più leggero dell’aria e così spiccare il volo. E senti tutta quell’infinita stanchezza sprofondarti nella realtà più assoluta. Trovi per caso uno specchio ed i tuoi contorni li vedi ben definiti, netti ed inequivocabili.
Ora dormi ed un passo dopo l’altro giungerai alla prossima sera.
Impercettibilmente più stanco.
Impercettibilmente più vecchio.

L’ultima ora

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[Immagine da Weird Tales Magazine ]

La danza delle ore. Ognuno di noi è un’isola. Scorgiamo la sagoma dei nostri vicini. Null’altro. Forse, a volte, ne immaginiamo il colore degli occhi od il profumo. Poi tutto si perde. Lenta una foglia si posa per terra lontano dal suo albero. Questa è la vita. E quando stringi il pugno disperato la sabbia ti sfugge. È nell’ultima ora del giorno che meglio si cerca l’alba.

Ombra

image   [Foto web personal editing]

Poi ti guardi intorno e quello che vedi non è altro che la tua stessa ombra ammantata di nebbia che si allontana e svanisce nella notte. Un caldo riparo ti protegge, la luce di una candela, un buon libro. Ma non sai staccare gli occhi da quella schiena un poco ricurva che giusto ora sta scomparendo nell’Oscurità.

Out There

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E poi capita che il cielo si è già fatto scuro e nulla vale: né Luna né Stelle.
Solo il silenzio ed un vento gelido che ti schiaffeggia la faccia. Alla fine tutto torna ad essere uguale. Nel buio nulla si distingue. La mano sinistra non trova la destra. La stella bianca ha lo stesso colore della stella rossa.
Solo i corvi figli di Odino ed i gatti neri figli della Tenebra scorgono la loro preda.
Una musica canta ancora vorrei che tu fossi qui. E lo ripete all’infinito, ma non c’è nessuno là fuori. Hey! Is There Anybody Out There? Is There Anybody Out There? Is There Anybody Out There?

Hush child

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Piccole incrostazioni ghiacciate si staccano da questo cielo nero, oscuro come l’abisso, e lentamente ricoprono di silenzio la notte.
Un lampione arrugginito ancora emana la sua luce giallastra tremolante. Creature innominabili proiettano le loro ombre distorte contro il muro dell’immaginazione.  Oneiros dal suo trono presiede al corretto svolgimento dei loro compiti notturni. Hush child go to sleep. Exit light enter night …