Cammino

punto

Cammino. Un piede dopo l’altro. Inevitabile. Ho visto la Notte priva di Stelle. Ho visto il Sole sorgere e tagliare obliquo e doloroso l’orizzonte. Ho visto il Nulla. So che posso sopravvivere. Forse. La mia mente torna sempre là. In questa Terra non esiste il Paradiso. There’s no Heaven. Forse in un’altra Vita, forse in un’altra Dimensione. Eppure anche questo Mondo ritrova la sua perversa Armonia quando dentro di te la Verità si rivela …. già ….

nel Nulla nel Silenzio

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Meglio l’Oscurità. Spegnete ogni Luce! Ho bisogno di riparo. I miei occhi sono stanchi. Non voglio più vedere la mia ombra che si staglia sul muro. Non voglio più vedere il mio profilo che si burla di me. Dite al sole che non si presenti domani né mai più. Scacciate l’Alba. Camminerò solo in una infinita Notte senza Stelle senza Luna. La volta del Cielo un immenso lenzuolo Nero. L’aria immota si richiuderà al mio passaggio non scorgerete le mie tracce svanirò nel Nulla nel Silenzio.

Urlo

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Queste mie parole sono uno specchio, sono l’ombra del coltello che dilania le mie membra. E questo silenzio è un urlo disperato nella notte, prima che la falce mieta il suo tributo.

L’abisso

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L’abisso è una voragine lattiginosa ed io un macchia nera che vi precipita dentro.
Senza fine. Senza suono. Senza alcun odore o sensazione. Una lotta infinita per non lasciarsi sopraffare dalla voglia di scivolare nell’oblio, nel nulla.

“He who fights with monsters should look to it that he himself does not become a monster . . . when you gaze long into the abyss the abyss also gazes into you”
F. Nietzsche

Mentre fuori tutto tace

vecchio

Esiste un luogo nella Notte, un momento, in cui l’oscurità prende forma curva e tutto comincia a roteare. Infinite sarebbero le possibilità, ma solo una ci è data in sorte. Spesso la peggiore, mai la desiderata. E ciò che in lontananza pare il brillare di una stella non è altro che il riflesso di una lama la cui ombra sta già penetrando nel mio cuore. Sento spirali ghiacciate avvinghiarsi alle mie caviglie e risalire verso l’alto, fino a togliermi il respiro. All colors seem to fade away and I can’t reach my soul. E quando spalanco la bocca in un ultimo grido disperato, nessuno può sentirmi, nessuno può più sentire il frastuono che ho dentro mentre fuori tutto tace.

Burning Angel Wings

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A lungo pretesi l’Oscurità come Sorella. Compagna Amica Confidente. Ed Essa fu il mio riparo. Erano i tempi in cui distendevo le mie ali in cerca di correnti calde che mi portassero in alto, lontano dal mondo degli Uomini. Il cui il sangue ribolliva nelle mie vene, ed ogni giorno era una nuova scoperta, ogni notte un nuovo pasto. Dietro di me macerie.
Ora la Notte scruto il mondo in cui vivo da una rocca buia e solitaria. A volte il vento riporta al mio orecchio suoni che sanno di passato. Sussurri e tamburi. Le urla strazianti di un angelo che arde cadendo, scagliato dall’alto dei cieli nel suo regno infernale. Amico tradito da troppa sicurezza e confidenza. Sento ancora la tentazione di distendere le ali nere nella notte. Burning angel wings to dust.
Salgo sul gradino più alto del mio eremo e da lì scruto il buio che si stende ai miei piedi. Poi desisto. Sarà il tempo a soffiarmi via, solo Fratello Destino sa quando.

DUM VIVIMUS, VIVAMUS!