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Biscottini

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[Immagine dal web]

Allora oggi recupero un personaggio che da anni (anni!!!! Help sto invecchiando!!!) avevo messo in un cassetto. Lui se ne stava lì tranquillo tranquillo, ogni tanto provava ad uscire, suggerirmi testi polemici stizzosi e punzecchianti, ma poi sì sa, con l’età si diventa tutti pompieri.
Eppure oggi il Folletto ha proprio voglia di dire la sua.
Iniziamo a rotolare verso Natale ed è proprio pensando ai dolci, e su consiglio di una blogger molto più attenta di me, mi sono ritrovato ad adeguarmi alla legge sui biscottini.
Mi spiego meglio. Durante le feste di Natale tutti noi (sì anche tu perennemente a dieta) mangeremo dolcetti comprati preparati regalati, di tutto un po’. Ci faremo tentare dalle mille leccornie che entreranno in casa nostra. Mmmm che delizia quei biscottini alle spezie, o quelli ricoperti di cioccolato, o i maron glacés … (immagina, puoi). Una gioia per il palato. …
Ehh già … però poi come la mettiamo con gli zuccheri che nuotano felici nel sangue? Con le carie che assaltano i denti dei nostri bimbi? Con i rotolini di grasso che si adagiano sui fianchi delle mogli e sulla pancia dei mariti? No no bisogna essere seri!
Seri sì … ma è Natale .. e tu vuoi davvero rinunciare a tutto quel ben di dio? ? !!!! ???
No, assolutamente no.
Allora sai che facciamo? Facciamo come sulle sigarette. Scriviamo ben chiaro un cartello in cucina: “Attento se mangi i dolci ti viene la bua!”. Così lo sai e poi sei libero di mangiarli.

Io intanto mi sono attrezzato anche sul blog e ho attivato il Widget che da oggi ognuno di voi, senza nemmeno leggerlo (io faccio così), accetterà e proseguirà oltre.

Saluti
Il Folletto
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The Darwin Awards

Suicidi accidentali per menti poco evolute.
Salviamo il mondo dai ladri di ossigeno!

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Tanatologia: lo studio scientifico della morte. La Natura, come Babbo Natale, è sempre a guardare e giudicare le nostre azioni. Quando si tratta della sopravvivenza del più forte, il tasto di cancellazione è sempre pronto a rispondere. The Darwin Awards non ha mai bisogno di elemosinari in cerca di volontari!

La selezione naturale porta a far sì che alcuni individui servano da monito per gli altri. Chi siamo noi per non essere d’accordo? La prossima generazione discende dai sopravvissuti!

Nel contesto socio-storico-culturale-scientifico-medicale odierno si permette a dei bimbominkia di arrivare in età adulta e generare altri bimbominkia. Ad esempio, mediante internet, può capitare che dei semplici sfigati, riescano a trovare altre sfigate e addirittura ad accoppiarsi con esse.
Viene quindi meno il fattore di regolazione delle nascite: la masturbazione. La masturbazione permetteva la sana e corretta selezione. Gli sfigati si masturbavano, evitando di tramandare i propri geni. Oggi, l’eccesso di evoluzione e democrazia, ha fatto venir meno i principi di selezione teorizzati da Darwin, mettendo tutti in condizione di trasmettere i propri geni, bacati o meno. Sembrerebbe quindi che la razza umana sia destinata a un sensibile decadimento qualitativo.
Invece no! Essite una nuova frontiera: un fattore correttivo simile a quello che regola l’esistenza dei lemmings: gli uomini (e le donne, ma un po’ di meno) idioti si auto-eliminano, impedendo la trasmissione dei propri geni e migliorando in questo modo il pool genetico.

I Darwin Awards vengono attribuiti a quelle persone che proteggono il nostro patrimonio genetico, rendendo l’estremo sacrificio della propria vita o – almeno – della propria fertilità, in maniera straordinariamente e spettacolarmente idiota, eliminando così la possibilità di trasmettere i propri geni alle generazioni future, e migliorando così la possibilità di sopravvivenza a lungo termine della nostra specie. In altre parole, sono eventi di persone che si uccidono in modo davvero stupido, e così facendo, ottimizzano notevolmente il patrimonio genetico, eliminando loro stessi dalla razza umana.

Più sciocca è l’azione che comporta la perdita di capacità riproduttiva (e la conseguente rimozione di un presunto insieme inetto di geni dal pool genetico – ad esempio uccidendosi o sterilizzandosi), migliori sono le possibilità che un individuo riceva il premio. I premi sono intitolati in onore al teorico dell’evoluzionismo Charles Darwin, e vengono assegnati sul World Wide Web e spesso distribuiti via e-mail. Non esiste alcun premio in denaro o altri beni associato al Darwin Award, ma i vincitori ottengono una certa fama per le loro disavventure.

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La maggior parte di noi sa istintivamente che le parole “credimi” e “accendi questo fusibile” sono una perfetta ricetta per un disastro. Partiamo dal presupposto che il comune buon senso elimina la necessità di annunci di servizio pubblico, come, “Attenzione: Il caffè è caldo” oppure “Il mantello di Superman non consente all’utilizzatore di volare“. Tuttavia, le storie vere – e documentate – dimostrano che il buon senso non è poi così comune. Il comune buon senso, non ha salvato quell’uomo che ha usato il cavo della corrente elettrica domestica per fulminare i pesci dello stagno, e che poi è andato a raccoglierli senza rimuovere il cavo!

Benché molti dei vincitori del Darwin vengano premiati postumi, la morte non è necessaria poiché i vincitori devono solo rimuovere se stessi dal pool genetico. In alcuni casi i vincitori si sono resi incapaci di procreare ma sono ancora vivi. In qualunque caso, prima di partecipare, bisogna sempre ricordare che vincere un Darwin Awards difficilmente migliora la tua vita.
Per vincere ci si deve comportare in maniera straordinariamente poco intelligente, ad esempio facendo il giocoliere con delle bombe a mano (Croazia, 2001); saltando da un aereo per filmare dei paracadutisti senza aver prima indossato un paracadute (USA, 1987); usando un accendino per illuminare un serbatoio di benzina e assicurarsi che non contenesse materiale infiammabile (San Paolo (Brasile, 2002) o riscaldando una lava lamp (sì, quelle lampade a forma di razzo con le bolle dentro!) su una stufa (fenomeno di cui si sono occupati anche i MythBusters).

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Regole
Anzitutto ogni concorrente ha diritto a un solo gettone di partecipazione. E ciò lo rende un premio particolarmente elitario. Così che, molti per essere sicuri di vincerlo, si allenano duramente ogni giorno escogitando il modo più da “Oh nooo, ma…ma….ma che cazzo! È idiota questo?”.

Le regole per ottenere il Darwin Award sono precise:
Impossibilità di riprodursi – Il candidato deve essere morto o sterile. Una questione contesa, a causa della clonazione, della donazione di cellule riproduttive e della castità. Dovessero questi ultimi poter vincere, la loro morte avrebbe impatto sul pool genetico? La regola generale che viene usata è quella per cui se il candidato non ha la capacità fisica di generare prole accoppiandosi con un compagno del sesso opposto, trovandosi assieme su un’isola deserta, è considerato fuori dal pool genetico.
Eccellenza – Strabiliante assenza di capacità di giudizio. L’idiozia del candidato deve essere unica e sensazionale. Qualcuno che va a letto con la sigaretta accesa non è candidabile, contrariamente a qualcuno che chiede ad un amico di bersagliarlo di mozziconi di sigaretta (Woodbine, 2002).
Auto-selezione – Essere causa della propria dipartita. Un passante colpito da un’incudine gettata dalla cima di un grattacielo è stato sfortunato. Se si viene colpiti da un’incudine che si è issata sul proprio balcone per liberarsi dai piccioni, si è eleggibili per il Darwin Award. Non c’è premio per aver eliminato qualcun altro dal pool genetico in modo “straordinariamente stupido” (anche se il passante ha qualche gene in comune con lo stolto). Quindi, l’uomo di Camden che investì una suora mentre fumava crack e reggeva il volante con i piedi, non otterrà mai il premio.
Maturità – In grado di intendere e volere. Il candidato deve avere almeno 16 anni di età e non avere handicap mentali.
Veridicità – L’evento deve essere verificato. La storia deve essere sostenuta da articoli di giornale, servizi televisivi confermati, e/o testimoni oculari affidabili.

Inoltre i candidati devono essere stati scoperti nell’anno della candidatura. Ad esempio, se il vincitore di una gara di nascondino svoltasi cinque anni fa è scomparso, deve essere nominato entro un anno dal ritrovamento dello scheletro.

La Missione Kepler

Giusto per chiarire che domani non partirà un’astronave e non ci trasferiremo tutti su Kepler-452b !!! Image1

La secolare ricerca per altri mondi simili alla nostra Terra è stata ringiovanita dall’eccitazione che circonda la scoperta di centinaia di pianeti in orbita attorno ad altre stelle. Vi è ora una chiara evidenza di un numero consistente di tre tipi di pianeti extrasolari: giganti gassosi, Terre-super-calde in orbita di breve periodo, e giganti di ghiaccio. La sfida attuale è trovare pianeti “terrestri” (cioè da metà a massimo il doppio delle dimensioni della Terra), in particolare quelli nella zona abitabile della loro stella, dove potrebbe esistere acqua liquida sulla superficie del pianeta. La Missione Kepler, NASA Discovery mission #10, è stata specificatamente progettata con questo obbiettivo: esaminare la regione della nostra galassia per scoprire nuovi pianeti affini alla nostra Terra orbitanti nella zona abitabile della loro stella e determinare quante stelle nella nostra galassia potrebbero avere tali pianeti.

Obbiettivo della missione

L’obiettivo scientifico della missione Kepler è quello di esplorare la struttura e la diversità dei sistemi planetari. Questo risultato è ottenuto attraverso l’osservazione di un ampio campione di stelle:

  • Determinare la percentuale di pianeti terrestri e pianeti più grandi nella zona abitabile di una vasta gamma di stelle
  • Determinare la distribuzione di dimensioni e forme delle orbite di questi pianeti
  • Stimare quanti pianeti ci sono nei sistemi a più stelle
  • Determinare il formato dell’orbita, la riflettività del pianeta, dimensioni, massa e densità di breve periodo dei pianeti gigantic.
  • Determinare le proprietà di quelle stelle che ospitano sistemi planetari.

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Metodo dei transiti

Quando un pianeta passa davanti ad una stella dal punto di osservazione della Terra, l’evento viene chiamato “transito”. Sulla Terra, possiamo osservare un transito occasionale Venere o Mercurio davanti al sole. Questi eventi sono visti come un piccolo punto nero che attraversa il campo luminoso della stella. Keplero identifica i pianeti cercando per piccole diminuzioni nella luminosità di una stella quando un pianeta passa davanti ad essa. Una volta identificato un pianeta, è possibile calcolare le dimensioni dell’orbita in base al periodo di rivoluzione (il tempo che impiega per effettuare un’orbita completa) e la massa della stella tramite la terza legge di Keplero sul moto dei pianeti (“I quadrati dei tempi che i pianeti impiegano a percorrere le loro orbite sono proporzionali ai cubi delle loro distanze medie dal sole”). Per determinare il raggio di un pianeta (e quindi le dimensioni), si misura la diminuzione di brillantezza quando il pianeta transita davanti alla sua stella. Tale diminuzione è direttamente correlate al rapporto tra il raggio del pianeta e quello della stella stessa. Infine dalle dimensioni dell’orbita e dalla temperatura della stella si può calcolare la temperatura caratteristica del pianeta. A questo punto si può dare una prima risposta alla domanda se il pianeta identificato è potenzialmente abitabile dall’Uomo. Poiché i transiti durano solo una frazione di un giorno, tutte le stelle devono essere monitorate in continuo, cioè la loro luminosità deve essere misurata almeno una volta ogni poche ore. La possibilità di visualizzare continuamente le stelle monitorate impone che il campo visivo (FOV) non deve mai essere bloccato in nessun momento dell’anno. Pertanto, per evitare il Sole, il FOV deve essere fuori del piano dell’eclittica. Il requisito secondario è che nel campo visivo ci sia il maggior numero possibile di stelle. Questo ha portato alla scelta di una regione compresa nelle costellazioni Cygnus e Lyra della nostra galassia come campo di osservazione.

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La sonda Keplero fornisce potenza, puntamento e telemetria per il fotometro. Puntando ad un singolo gruppo di stelle di tutta la missione, si aumenta notevolmente la stabilità della fotometrica e la progettazione navicella diventa più semplice. Oltre alle piccole ruote di reazione utilizzate per mantenere il puntamento e una copertura eiettabile, non ci sono altre parti mobili. L’unico liquido è una piccola quantità necessaria per i propulsori il cui movimento è controllato da una membrana pressurizzata. Questo design migliora la stabilità di puntamento e l’affidabilità complessiva del veicolo spaziale. 707893main_Photometer_sc_labels_horiz_full

Fotometro

Il fotometro Keplero è uno strumento dedicato completamente ad unico scopo. Si tratta essenzialmente di un telescopio Schmidt con un’apertura 0,95 metri e un campo di vista (FOV) di 105 deg quadrati (diametro circa 12 gradi). E’ puntato su un singolo gruppo di stelle per i tre anni e mezzo o più della sua missione. Il fotometro è composto da un singolo “strumento”, costituito da un array di 42 CCD (dispositivo ad accoppiamento di carica – un rivelatore di luce elettronico). Ogni CCD di dimensioni 50x25mm ha 2200×1024 pixel. I CCD sono letti ogni tre secondi per evitare la saturazione. Vengono registrate solo le informazioni dai pixel del CCD dove ci sono stelle più luminose di circa magnitudine 16. I dati dei singoli pixel che compongono ogni stella delle 150.000 stelle di sequenza principale sono registrate continuamente e simultaneamente. I dati vengono memorizzati a bordo della sonda e trasmessi a terra circa una volta al mese.

Dov’è la sonda Kepler

Kepler è su un’orbita eliocentrica, che evita occultazioni da parte della Terra, luce diffusa, perturbazioni gravitazionali e momenti torcenti associati alle orbite terrestri. Il fotometro punta il suo campo visivo verso le costellazioni del Cigno e della Lira, ben lontane dal piano dell’eclittica, così che la luce del Sole non entra mai nel fotometro durante la sua orbita. Il campo inoltre non è oscurato né dalla fascia di Kuiper né da quella principale degli asteroidi. L’orbita ha un periodo di 372,5 giorni e per questo si allontana lentamente dalla Terra e alla fine di quattro anni è ad una distanza di 0,5 Unità Astronomica (AU).
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Un altro vantaggio di questa orbita è che ha una bassissimo disturbo sulla sonda, il che porta ad un puntamento molto stabile. Non essendo in orbita terrestre significa che non ci sono coppie dovute a gradienti di gravità, momenti magnetici o resistenza atmosferica.

Popolazione

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Quando Gesù Cristo nacque, l’intera popolazione mondiale si aggirava sui 200 milioni di persone – meno dell’attuale popolazione degli Stati Uniti.

Oggi siamo più di 6 miliardi e 400 milioni di persone, e ogni anno il numero aumenta di circa 74 milioni – un neonato ogni 3 secondi. Molti vivono in condizioni di povertà tali da non potersi permettere il lusso di pensare alla conservazione del Pianeta: l’albero che è ancora in piedi sta letteralmente tra loro e la sopravvivenza quotidiana. Il suo abbattimento significa denaro, carburante, cibo, medicine, riparo, o più semplicemente sopravvivenza.

Siamo fuori misura. Non siamo più in equilibrio con questo Pianeta che ormai stenta a nutrirci. Tutto quello che abbiamo incontrato sul nostro cammino lo abbiamo trasformato, adattato, sfruttato per i nostri fini ed infine distrutto.

E’ vero, abbiamo anche creato cose di indicibile bellezza. Siamo scesi dagli alberi e siamo progrediti lungo la strada dell’evoluzione. Il punto però è che ormai l’Essere Umano non è più ecosostenibile. Semplicemente perché siamo in troppi, e perché i nostri bisogni sono troppo onerosi per questo Pianeta.

Qual è la soluzione? Rendere coltivabile il deserto? Fonti di energia rinnovabili? Fusione o fissione nucleare? O, più fantascientificamente parlando, una nuova frontiera: le Stelle? Ma per qualsiasi di queste scelte ci vogliono dei motori quali acqua, energie già disponibili e buonsenso.

Già …. forse noi non lo vedremo, ma i nostri figli, o i figli dei nostri figli si troveranno a vivere un futuro ben diverso dal nostro presente.

Good Luck!