Un altro viaggio

ala

Un altro viaggio, un altro ritorno.
Hassi Messaoud è una città di deserto. Strade rovinate, case che non distingui tra diroccate e in costruzione.
Nell’aria polvere di sabbia. La senti in bocca. Si impasta con la saliva e ti resta sotto la lingua.
Non c’è niente da fare, e se ci fosse qualcosa sarebbe più sicuro non farlo. Viviamo in base e dormiamo in hotel. E’ a 500m ma ci portano in macchina.
Il cielo è striato di nero dagli scarichi delle raffinerie. Un inquinamento che è meglio non sapere.
Lungo la strada verso l’aeroporto vedo il cartello della ditta Bonatti su n cancello sorvegliato dalla secutirty. Non porta fortuna, per fortuna sto tornando.
Al decollo la poca civiltà si dilegua rapidamente in un mare di sabbia e pozzi petroliferi. Voliamo verso Nord. Algeri, poi Roma ed infine Milano. Verso casa, verso la vita l’amore.
Sempre di più sono un uomo con la valigia. Rimbalzo di aeroporto in aeroporto, troppo veloce per farmi sorprendere da qualche attentato. Timbri sul passaporto, bandierine sulla mappa del mio mondo.
Sono stanco. Ma non cambia nulla. Posso solo andare avanti, consumandomi un poco ad ogni nuovo fuso orario che attraverso, ma andando comunque avanti.

(Aprile 2016)

2 pensieri riguardo “Un altro viaggio”

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