Luna

La Luna il Mare il Cielo che si fa scuro per la Notte. Il fischio del vento che con la volontà sovrasta quello di ogni altro rumore. Taglio il panorama a pezzetti. Un po’ Borneo un po’ porto banchina e chiatte pesanti di carbone. Vecchie barche di legno rientrano a casa dalla pesca di un pesce ammalato di inquinamento.

Ora la Luna si è davvero accesa. Un disco giallo sospeso nel cielo. E poi ti domandi che cosa pensano gli astronauti quando guardano queste sfere sospese nel nulla. Sarà forse come il bimbo deliziato dal suo palloncino nuovo che tiene per il filo.

Un’altra notte

Continua a tornare. Il buio cala ed io lo attendo. I pensieri vorticosi si liberano dal controllo. In bilico tra questo e l’altro mondo, come un gatto nero, cammino. Lo so che è solo illusione. Il mio corpo resta come al solito ben saldo ancorato alla sua gravità. Ma io vago oltre il confine della notte. Entro in quel regno pericoloso ove tutto è possibile. È certamente più bello fingersi acrobati che sentirsi dei nani. Eppure l’inghippo è semplice. Chiunque può svelarlo. Ma i più dormono ignari nei propri letti. Altri rincorrono sogni psichedelici fatti di chimica. Io son qui. Taccio. Ogni notte uguale. Ogni notte me stesso. Ogni notte la stessa notte. Sorella.
Dormite voi, no, non vi invidio. Passo la mano. Dormirò un’altra volta.
Buonanotte.