Kalashnikov

des

Un mio amico mi racconta … ma potrei essere anche io.

Era il turno di giorno. Il mio cambio, Luis, dormiva.
Pick-up sgangherati e rumorosi. In una nuvola di sabbia arrivano dal deserto. Sparano in aria. Armi da guerra. Ne sono piovute tante sulle alture nell’interno in questo periodo. Regali dall’Europa bellicosa.
Ci riuniscono tutti fuori sul piazzale. Lo sanno che non abbiamo nulla di valore, stiamo solo lavorando. Gli interessano le macchine. Sono in pochi però, non riescono a portarle via tutte. Prendono quelle che possono e rapiscono due di noi –non saprò mai che cosa è poi capitato a quei due–. Ci urlano che se non ritrovano le macchine quando tornano li ammazzano. E che non vogliono trovarci lì al loro ritorno, altrimenti ammazzano anche noi. Fanno casino, urlano, sparano ancora in aria, ci trattano come cani, ci colpiscono con le canne dei fucili. Poi se ne vanno.
E’ finita solo la prima parte dell’incubo.
Lasciamo il campo a piedi. Con tutta l’acqua che possiamo. Sappiamo che c’è un altro cantiere. In macchina non è molto lontano. Ma non ci siamo mai andati a piedi. E’ lunga. Fa caldo. La paura ci stringe lo stomaco. Camminiamo in silenzio, la testa bassa. Temendo di sentirli tornare. Ce la facciamo ad arrivare dopo un po’ di ore. Nell’altro cantiere ci accolgono per la notte. Diamo l’allarme. Bisogna evacuare al più presto.
Il mattino dopo, presto, partiamo con un camion. Siamo tanti. Pigiati uno addosso all’altro. L’odore del sudore misto a quello della paura. Anche qui si parla poco. Non c’è nulla da dire. Dobbiamo solo arrivare alla fine del deserto.
All’improvviso una colonna di polvere dall’orizzonte. Due piste nel deserto che convergono. La nostra e la loro. Raffiche secche e rumorose. Kalashnikov penso. Se alzano il tiro siamo spacciati. Siamo lenti e pesanti. Continuano a sparare ma non ci colpiscono. Stanno solo giocando con noi. Possono ucciderci quando vogliono. Sono così vicini ora. E’ finita penso.

Eppure sono ancora qui a raccontarla. A contarla per una.

 

6 pensieri su “Kalashnikov”

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