Fuoco sulla collina

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Chi arriva da Nord chi viene da Sud. Non importa. Fuoco sulla collina. Sempre gli stessi, ovunque. Non importa perchè, non importa quando. Il fuoco è sempre lo stesso anche se le colline cambiano. Processioni silenziose in bianco con cappucci calati, marce in verde con cappucci calzati. Piedi scalzi, piedi con stivali. Occhi che non vedono: non c’è più nulla da vedere! Tutto è noto. Si procede a memoria. I piedi graffiati, tagliati, feriti. Nulla importa. Fuoco sulla collina. Nulla importa. Il paesaggio è polveroso e perde i contorni, il paesaggio è verde ed umido. Gli spigoli sono smussati dalle intemperie e dalla distruzione, gli angoli pieni di sabbia o sporcizia o felci. Fuoco sulla collina come meta e come fuga. Come punto di passaggio obbligatorio, fungo velenoso, consapevolezza assente. Poi tutto brucia e la cenere si disperde nel vento.

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