GIUDA

Come lama ricurva
allo specchio trafigge
Il moto cerebrale
ripete la scena
ancora e ancora
senza tregua e senza pietà
In quella notte
la mia mano
contro me stesso ho armato
Per 30 denari mi sono tradito
Io sono fodero e lama
Io sono l’arteria recisa
Io sono le labbra poggiate
Io sono la mano che brandisce
e il dito che indica
Io sono la fine attesa
e il futuro che nasce ogni giorno rinnovato

Io sono anche il tacere del mondo
e tutte le sue parole

… sono sabbia nella notte dispersa dal vento

… polvere

… e la nuova via

3 pensieri su “GIUDA”

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