Solo un’altra Ofelia

ofelia222

[Immagine dal web – mia elaborazione]

Un’altra notte era calata. Pochi lampioni come perle evanescenti contro il cielo nero. Lei camminava distratta lungo il bordo del canale, mentre una nebbia impalpabile si alzava dall’acqua. I capelli rossi sciolti sul cappotto spigato troppo grande per le sue spalle. Le gambe magre, lunghe e diafane seguivano curve instabili e poco probabili nel movimento del passo. I piedi nudi sfioravano appena le pietre lisce della banchina, come nella danza di un fantasma ancora inesperto. Le barche all’ancora si inchinavano fra lamenti e scricchiolii al suo passaggio, scuotendo il sartiame in segno di saluto.

Fu un’improvvisa folata di vento freddo a rivelarla per ciò che era. Finalmente leggera per come si meritava di essere, mosse i piedi verso l’acqua e la nebbia la sostenne. I pennoni più alti la videro volare e la Luna sorrise accogliendola nel suo abbraccio, mentre un suo raggio accarezzava un cappotto spigato portato dalla corrente, fiori rossi ed anemoni bianchi.

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