Frammenti di Ombra 1.

townn [Image S. Sauer, F. Schempp, C. Mader]

E non importa se piove e non importa se tutta questa gente che passa per strada mi urta e l’acqua schizza e mi sporca le scarpe. Non importa se l’umido e il freddo si insinuano sotto il mio giaccone fin dentro le ossa. E questa polvere bianca mi raschia la gola. Io continuo a camminare, come tutte le notti, come sempre, è sempre notte ormai. Questa luce giallastra che piove malata dai lampioni. Questa acqua sporca che piove senza sosta sul mio capo sulla città su questo marciapiede fradicio. Non ricordo la luna non ricordo le stelle. Ricordo tutti gli anni che ho calpestato, passo dopo passo. Decisioni e scelte sbagliate che però non rimpiango. Io non sono altro che il mio nome che cammina sotto la pioggia, il mio nome che cammina appiccicato ai muri e all’asfalto bagnato. Ci danno un nome appena nati e ce lo portiamo dietro, i più si adeguano e vivono in pace. Io invece scelsi il mio nome quando lui scelse me, prima ancora di sapere che io ero ciò che ero … e fummo uno solo. Non rammento il nome con cui nacqui a questo mondo, nè questo è il mondo a cui io nacqui … ma per questo mondo io non posso essere che ciò che sono, perchè io sono Shadow e questo è il mio nome ed è questo ciò che sono. Un’ombra … null’altro.

Piove eternamente piove. Quest’acqua che scende da un cielo ormai spento sa di piombo di muffa di acido. Ha l’odore dei crisantemi appassiti. Si è persa l’abitudine di cercare un riparo, non c’è alcun riparo! Non c’è riparo nè requie. Non c’è nemmeno più un angolo dove in silenzio si possa cercare la pace. Hanno divelto le porte delle ultime Chiese e l’Uomo è rimasto solo sull’orlo dell’abisso. Il fascino del Nulla ci sta attraendo tutti. In pochi puntiamo i piedi per resistere. Ma resistere a cosa poi … e perchè? E quando fissi l’Abisso lo puoi sfidare. E non importa se vinci o se perdi. Più lo fissi più il legame si fa saldo. Fino a che anche tu ne fai parte. E la luce al neon al di là della strada annuncia che non c’è alcun Paradiso, e se non c’è il Paradiso anche il suo contraltare non può sopravvivere, anche l’Inferno ci ha abbandonati, troppo soli e troppo meschini, ripetitivi nei nostri peccati e nei nostri piagnistei. La fisso, so che è là. La luce guizzante invitante acida ipnotica. Ho seguito il suo richiamo pur senza saperlo. Mi sono lasciato condurre dai piedi, passo dopo passo sul marciapiede tra una buca e l’altra acqua e fango, sporcizia di troppi umani che passano senza curarsi. Lampeggia e mi avverte maligna, si presenta già: “There’s No Heaven”, questo non è il Paradiso, ricordalo sempre, non c’è alcun Paradiso, ma tu entra, vieni da me pecorella smarrita e ti farò sognare. Accenderò per te mille e mille stelle. Anche una Luna falsa risplende nel mio cielo. Vieni a cogliere l’inganno anche in questa notte, come in tutte le altre notti.

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