Era un Uomo

Floodlight Era un uomo alto e scarno, evitato da tutti. Le mamme lo evocavano minacciose per far star bravi i bambini, come se fosse “l’uomo nero”. Viveva fuori dal paese, ai bordi del bosco. Usciva all’imbrunire con un vecchio lungo bastone, un cappellaccio ed un tabarro sulle spalle ossute. Non si sa da dove venisse né di che cosa vivesse. La mattina di Pasqua scese in paese e, mentre tutti erano a messa, le porte della chiesa si spalancarono e la sua figura proiettò una lunga ombra sulla navata centrale, fin quasi a sfiorare i gradini dell’altare. Le mamme avvolsero subito i bimbi nel loro abbraccio, a proteggerli da quella sinistra creatura. Sussurri di sdegno si levarono dai banchi laterali. L’uomo si trattenne dapprima in fondo rimirando l’Altissimo, incerto, quasi intimorito. Poi avanzò lentamente imbarazzato, quasi temendo una sua inadeguatezza al luogo sacro. Quando poi un raggio di sole filtrò da una finestra in alto, un gioco di vetri e colori a rappresentare una colomba bianca in volo, e, attraversando tutta la chiesa, andò a lambire i suoi piedi, allora capì. Si tolse il cappellaccio, lo appese al raggio di sole, avanzò fiero verso il prete, ed infine si comunicò.

[Liberamente ispirato ad un racconto della Valchiusella]

Rispondi

Effettua il login con uno di questi metodi per inviare il tuo commento:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...