Storie: Johnny and Mary, Anna e Marco, Samantha (e Andrea)

 

Johnny And Mary – R. Palmer

Johnny’s always running around

Trying to find certainty

He needs all the world to confirm

That he ain’t lonely

Mary counts the walls

Knows he tires easily

 

Johnny thinks the world would be right

If it could buy truth from him

Mary says he changes his mind

More than a woman

But she made her bed

Even when the chance was slim

 

Johnny says he’s willing to learn

When he decides he’s a fool

Johnny says he’ll live anywhere

When he earns time to

Mary combs her hair

Says she should be used to it

 

Mary always hedges her bets

She never knows what to think

She says that he still acts like he’s

Being discovered

Scared that he’ll be caught

Without a second thought

Running around

 

Johnny feels he’s wasting his breath

Trying to talk sense to her

Mary says he’s lacking a real

Sense of proportion

So she combs her hair

Knows he tires easily

 

Johnny’s always running around

Trying to find certainty

He needs all the world to confirm

That he ain’t lonely

Mary counts the walls

Says she should be used to it

Johnny’s always running around

Running around


Anna e Marco – L. Dalla

 

Anna come sono tante Anna permalosa

Anna bello sguardo

sguardo che ogni giorno

perde qualcosa

se chiude gli occhi lei lo sa

stella di periferia

Anna con le amiche

Anna che vorrebbe andar via

Marco grosse scarpe e poca carne

Marco cuore in allarme

con sua madre una sorella

poca vita sempre quella

se chiude gli occhi lui lo sa

lupo di periferia

Marco col branco

Marco che vorrebbe andar via

e la luna e’ una palla

ed il cielo e’ un biliardo

quante stelle nei flippers

sono piu’ di un miliardo

marco dentro a un bar

non sa cosa fara’

poi c’e’ qualcuno che trova una moto

si puo’ andare in citta’

Anna bello sguardo non perde un ballo

Marco che a ballare sembra un cavallo

in un locale che e’ uno schifo

poca gente che li guarda

c’e’ una checca che fa il tifo

ma dimmi tu dove sara’

dov’e’ la strada per le stelle

mentre ballano

si guardano e si scambiano la pelle

e cominciano a volare

con tre salti sono fuori dal locale

con un aria da commedia americana

sta finendo anche questa settimana

ma l’america e’ lontana

dall’altra parte della luna

che li guarda e anche se ride

a vederla mette quasi paura

e la luna in un silenzio

ora si avvicina

con un mucchio di stelle

cade per strada

luna che cammina

luna di citta’

poi passa un cane che sente qualcosa

li guarda abbaia e se ne va

Anna avrebbe voluto morire

Marco voleva andarsene lontano

qualcuno li ha visti tornare

tenendosi per mano


Samantha – F. Guccini

Samantha scende le scale di un policentro attrezzato comunale,

trentanni e poi l’ appartamento sarà suo, o meglio,

dei suoi genitori che ogni mese devono strappare il mutuo da uno stipendio da fame,

ma Milano è tanto grande da impazzire

e il sole incerto becca di sguincio, in questa domenica d’ aprile,

ogni pietra, ogni portone ed ogni altro ammennicolo urbanistico,

ma Samantha saltella, non sa d’ avere lunghe gambe da cervo

e il seno, come si dice, in fiore, teso, sopra a un corpo ancora acerbo

e Samantha, Samantha ancora non sa d’ avere un destino da modella

e corre allegra lungo i graffiti osceni delle scale quasi donna, quasi bella.

 

E fuori: Milano muore di malinconia, di sole che tramonta là in periferia,

di auto del ritorno, famiglie, freni e gas di scarico.

Lontano il centro è quasi un altro mondo, San Siro un urlo che non cogli a fondo,

ti taglia un senso vago di infinito panico.

Spunta un gasometro dietro a muri neri, oziosi vagolano i tuoi pensieri

e in aria il cielo è un qualche cosa viola carico…

 

Andrea è giù nel cortile, jeans regolari e faccia da vinile,

giacca a vento come dio comanda e legata al polso la bandana, un piede contro al muro e lì

l’ aspetta perchè vuol parlarle, niente, forse d’ amore, ma non sa che dire,

con le parole quasi lombarde che non sanno uscire

e si accende rabbioso una Marlboro di alibi

e si guardano di sbieco, appena un cenno istintivo di saluto,

ma a Samantha batte il cuore da morire mentre Andrea rimane muto;

e lei ritornerà con le MS per suo padre steso davanti a qualche canale

e lui mediterà al bar dietro a una birra che la vita può far male…

 

E Milano sembra che sia li a abbracciarsi quei due che non sapranno più parlarsi,

solo sfiorarsi in un momento vago e via.

Samantha presto cambierà quartiere per un destino che non sa vedere,

e Andrea diventerà padrone d’ una pizzeria.

Ed io, burattinaio di parole, perchè mi perdo dietro a un primo sole,

perchè mi prende questa assurda nostalgia?

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