L’Uomo-farfalla

farfalla

L’uomo-farfalla vide un giorno fra le rocce che baciano il mare una donna-sirena. Là il cielo è sempre di un grigio cupo e sorprendente. Tonalità ambigue che spesso virano confondendosi con la madreperla e, calando la luce, assumono i riflessi del bluastri del petrolio. Le nubi poi si uniscono al rifrangersi violento delle onde sugli scogli. Solo alcuni uccelli osano sfidare le correnti ascensionali che, insidiose, son le padrone dell’aria in quel tratto di costa. Per quanto riguarda il mare invece, nessun pesce ha l’ardire di sfidare quella schiuma bianca che è figlia dello schianto. Solo alcune donne-sirene, le più giovani – mancando ancora di esperienza – si trovano a volte a cercare riparo negli anfratti che bloccano i marosi in una falsa pace.
Lontano dai suoi simili, unico nel suo genere in quel posto, l’uomo-farfalla stava lì, sospeso nell’aria. Una magia fortuita, regalatagli per caso da una runa incisa su un vecchio
albero benevolo, faceva sì che l’aria intorno a lui, e forse lo stesso tempo intorno alle sue ali, si cristallizzasse in un attimo infinito. Fu così che la vide, in una frazione di secondo che era tutto il suo mondo. Una piccola pozza bloccata per caso in mezzo ai massi, forse uno sfiatatoio con l’acqua che entrava dal basso. Lei era là. Gli occhi smarriti, i capelli lunghi a coprire la sua nudità (si insomma, la solita sirena che si vede in tutti i film, bella, un po’ algida e triste un po’ ammaliatrice con quel suo vedo non vedo, voglio ma non posso). E poi anche lei si voltò e lo vide. Fu tutto in quell’incrociarsi degli occhi. Fu un richiamo non udibile, forse fu il suo canto che sovrastò il rumore delle onde. L’umo-farfalla non aveva mai udito-visto-sognato nulla di più bello.
E fu la magia di quel richiamo a rompere la magia della runa. L’aria riprese a muoversi, il tempo a correre. Il vento prese l’uomo-farfalla è lo precipitò verso il basso, verso di lei … verso … verso la sua fine … o verso l’inizio di tutto. Questo non è dato di saperlo, perché la spuma delle onde arrivò a nascondere ciò che accadde poi. Quando il mare si ritirò, non vi era più traccia di nessuno dei due, né della donna-sirena, né dell’uomo-farfalla.

 

2 pensieri su “L’Uomo-farfalla”

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