EnLiL

eart

[Original picture from Deviantart edited by me]

Il tempo di questo Mondo non basterebbe a raccontare la mia Storia. Il mio respiro esisteva prima ancora che queste stelle apparissero, e non cesserà al loro spegnersi. Fui generato primogenito da mio padre Ouranos quando si unì con madre Terra, la dolce Ki. A quel tempo il mondo era oppresso dall’oscurità, tanto era giovane. Il mio regno era l’aria ma ero imprigionato, rinchiuso, immoto fra la bassa volta del cielo, un cielo notturno senza stelle, e la superficie della terra, aspra dura nuda. Così, io divisi il Cielo dalla Terra per regnare sovrano e spargere la conoscenza … e la paura che di essa è figlia. Per liberare l’Uomo. Io ero la parola che fa tacere i Cieli di sopra, la piena irruente che turba i volti degli uomini. Io ero la Tempesta, l’acqua che violenta la Terra. Il nome con cui a quel tempo mi adoravano era Enlil, lo spirito del cuore di Anu.

Ahhhh vane parole! Vani ricordi! Meglio cancellare tutto con un gesto, volgere gli occhi altrove che non al passato … Ma cosa mi resta se non il passato che per me è sterminato? Un presente in cui non mi riconosco e che non mi vuole forse? Un mondo freddo, fatto di plastica, dove le emozioni vivono solo dentro una scatola illuminata? Ormai i nuovi Dei hanno sostituito quelli antichi e li hanno messi a dormire. Vaneggio! Sì, ecco: Vaneggio, in questa mia gabbia di pietra. Mi illudo Prometeo, ma chi mi tortura è solo un piccione con una zampa rattrappita dalla malattia.

 

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